L’educazione sessuo-affettiva non è un gioco. La seconda edizione del Vademecum di supporto e autotutela per insegnanti e associazioni

 

Nel settembre 2025, mentre il disegno di legge sul consenso informato era ancora in discussione, la rete Educare alle Differenze ha pubblicato la prima edizione del suo Vademecum di supporto e autotutela: uno strumento pratico e politico rivolto a docenti, associazioni e realtà educative che vogliono continuare a portare nelle scuole percorsi sui corpi, le relazioni, le differenze, il consenso e la prevenzione della violenza.

Quella prima edizione nasceva in risposta alla campagna ideologica sul “gender” condotta dal ministro Valditara e dal Governo Meloni: una campagna costruita per delegittimare l’educazione sessuo-affettiva e il contrasto all’omolesbobitransfobia, alimentare paure e sospetti e trasformare chi lavora per i diritti delle nuove generazioni in un possibile bersaglio di pressioni e contestazioni.

Avevamo immaginato il Vademecum come uno strumento vivo, capace di aggiornarsi e trasformarsi insieme alla scuola e al contesto politico e normativo. A un anno di distanza, quell’aggiornamento è diventato necessario.

Con la legge 104/2026, infatti, il consenso informato non è più un’ipotesi. Alla battaglia ideologica si aggiunge oggi un dispositivo normativo che modifica le condizioni in cui scuole, docenti e associazioni progettano e realizzano le proprie attività. Aumentano le procedure e i vincoli, ma anche il rischio di interpretazioni restrittive che, oltre agli effetti diretti della legge, possono produrre preoccupazione, rinuncia e autocensura.

Per questo nasce la seconda edizione del Vademecum, aggiornata ad agosto 2026: per offrire strumenti concreti, riferimenti normativi e strategie di autotutela a chi non vuole rinunciare a fare educazione sessuo-affettiva a scuola.

Cosa cambia nella seconda edizione

Cambia il quadro normativo e, di conseguenza, cambiano alcune delle domande a cui dobbiamo saper rispondere. La nuova edizione recepisce le disposizioni introdotte dalla legge 104/2026 e aggiorna indicazioni, riferimenti e strategie per aiutare scuole e associazioni a capire che cosa è possibile continuare a fare, attraverso quali procedure e con quali tutele.

Nel Vademecum troverai riferimenti aggiornati per:

  • orientarti tra attività curricolari ed extracurricolari, PTOF, ampliamento dell’offerta formativa e competenze degli organi collegiali;
  • capire quando è previsto il consenso informato preventivo, quali attività rientrano nel suo ambito di applicazione e che cosa cambia nei diversi ordini di scuola;
  • progettare percorsi su relazioni, consenso, differenze, stereotipi, discriminazioni e prevenzione della violenza senza estendere automaticamente il perimetro della legge;
  • costruire alleanze dentro e fuori la scuola e collaborare con associazioni ed enti esterni nel rispetto delle procedure previste;
  • gestire gli adempimenti relativi al consenso, alla consultazione dei materiali, alla riservatezza e alle attività alternative;
  • affrontare contestazioni, pressioni, convocazioni e polemiche, utilizzando gli strumenti normativi che continuano a legittimare il lavoro educativo della scuola.

Cosa non cambia

Non cambia:

  • la convinzione da cui questo lavoro è nato: l’educazione sessuo-affettiva è un diritto e la scuola deve restare uno spazio in cui crescere, fare domande, riconoscere e valorizzare le differenze e prevenire ogni forma di violenza.
  • la natura del Vademecum: uno strumento pratico e politico di supporto e autotutela, costruito collettivamente per non lasciare sole le persone che, dentro e intorno alla scuola, continuano a educare alla libertà.
  • la sua forma di libro-game. Anche la seconda edizione si articola attraverso 14 snodi, costruiti a partire dalle situazioni concrete che possono presentarsi nella vita scolastica: dalla prima idea di un’attività alla sua progettazione, dal coinvolgimento di soggetti esterni alla gestione di eventuali contestazioni.

Cambia, dunque, il contesto in cui dobbiamo muoverci. Non cambia l’idea di scuola per la quale continuiamo a lavorare: una scuola pubblica capace di riconoscere le differenze, contrastare violenze e discriminazioni e garantire libertà di insegnamento, pensiero critico e autodeterminazione.

Vademecum II edizione