In 1.300 a Napoli per Educare alle Differenze: «Cresce la voce di chi vuole una scuola pubblica libera e plurale»

Napoli, 28 settembre

Si è conclusa ieri a Napoli la XII edizione di Educare alle Differenze, il meeting che ha riunito 1300 persone per parlare di temi legati all’educazione sessuo-affettiva, alla valorizzazione delle differenze, alla lotta alle discriminazioni. 

Il titolo di questa edizione, Fuori controllo, nasce da una domanda: chi vuole controllare la scuola, e in nome di quale pericolo? Da quattro anni il governo indica di volta in volta una minaccia: le cosiddette «teorie gender», le persone studenti che non parlano italiano o le voci di insegnanti che nominano la Palestina. Poi presenta divieti e restrizioni come misure di protezione. Il risultato è una scuola in cui si restringono la libertà d’insegnamento e i diritti di chi studia.

Anche il recente provvedimento sul tetto del 30% per studenti stranieri nelle classi segue questa logica: trasforma le differenze linguistiche in un problema da contenere e alimenta il razzismo per raccogliere consenso. Nelle assemblee e nelle tavole rotonde del Meeting il confronto si è incentrato su come rispondere insieme a questi attacchi alla scuola pubblica, costruendo alleanze e iniziative comuni.

Tra queste risposte, c’è stata la presentazione della seconda edizione del Vademecum di autotutela “L’educazione sessuo-affettiva non è un gioco”, uno strumento per continuare a portare i temi legati al genere e alla sessualità in classe nonostante i divieti e le limitazioni imposti dalla L.104/2026. Il Vademecum, come tutta l’edizione, è stato dedicato ad Aurora Donato, avvocata e presenza preziosa nella rete, scomparsa di recente. 

Altre risposte sono arrivate dai laboratori formativi realizzati, protagonisti come ogni anno del meeting, condotti da più di trenta associazioni provenienti da tutto il territorio nazionale. In questi spazi si sono condivisi strumenti, pratiche e riflessioni, contribuendo a rafforzare una comunità educante solidale, pronta a ripartire per questo nuovo anno scolastico con nuove alleanze, consapevole che solo lo scambio e la cura reciproca che vengono dal mettersi in rete possono costituire l’antidoto all’isolamento che spesso si prova nei contesti educativi. 

Da domani, la Rete Educare alle Differenze continuerà a lavorare anche per questo, rilanciando le parole che ci vengono sottratte, lottando contro il sistema di smantellamento della scuola pubblica, contro il razzismo istituzionale, contro il classismo delle riforme degli istituti tecnici, contro l’omolesbobitransfobia sempre più violenta, contro la militarizzazione delle scuole. Educare ci sarà nelle scuole, nei territori, nel supporto legale, nelle manifestazioni di piazza che sentiamo sempre più necessarie. La scuola pubblica non si protegge mettendola sotto controllo, si difende lasciandola libera di insegnare, accogliere, interrogare e cambiare il mondo.

 

Comunicato stampa di chiusura della XII edizione di Educare alle differenze