Validitara mette in atto un altro giro di vite sulle attività di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Il ministro chiede, nella normativa relativa al consenso informato, che le famiglie diano il consenso dopo aver visionato e valutato i materiali e i profili delle persone che svolgono le attività. Davanti a questa ennesima stretta sessuofobica, ci chiediamo per il bene di chi venga portata avanti questa normativa. 


Non certo delle persone studenti che chiedono a gran voce l’educazione sessuo-affettiva a scuola; non certo delle scuole, che dovrebbero promuovere il benessere di chi le frequenta senza autorizzazione; non certo delle famiglie, sempre più preoccupate per la violenza di genere tra le persone giovani e per la salute e la vita de* figl* trans, i cui diritti vengono sistematicamente violati. Dalla nostra esperienza di rete che da oltre 10 anni lavora sul tema in tutta Italia, sempre più famiglie cercano supporti e consigli, confronti e progettualità per prevenire stereotipi, discriminazioni e violenze di genere, per promuovere un’educazione senza tabù, capace di sviluppare le competenze emotive e favorire relazioni consensuali nella vita offlline e online. La collaborazione delle famiglie è per noi un aspetto fondamentale: ma tra collaborazione e controllo c’è un enorme differenza.  L’iniziativa di Valditara vuole, ancora una volta, deliberare su quali tematiche competono alla famiglia e quali alla scuola, aprendo la strada a una severa limitazione della libertà docente e all’ingerenza, sempre più presente, dei movimenti Pro Vita dentro le scuole. Movimenti che mirano a restaurare l’ordine patriarcale e cis-eteronormativo, in una crociata contro la vita delle persone trans, la genitorialità omosessuale, l’interruzione volontaria di gravidanza e in generale l’autodeterminazione dei corpi.

Torniamo a ribadirlo: questa visione è colpevole e pericolosa, e senza un’educazione sessuo-affettiva laica, plurale e non eteronormativa non possiamo pensare di scalfire neanche di un’unghia le violenze di genere.

Il consenso ai genitori lo chiediamo sull’operato del ministro Valditara