Non è più possibile partecipare a questa ricerca collettiva.

Ringraziamo chiunque abbia inviato un contributo. Siamo consapevoli che negli ultimi mesi sono circolati decine di questionari per indagare la vita al tempo della pandemia e alcuni anche sul mondo della scuola. Questa ricerca collettiva ha l’ambizione di essere diversa. Non vogliamo tanto raccogliere dati, quanto dare voce alle esperienze e alle riflessioni di chi vive il mondo della scuola e dell’educazione in prima persona. 

Sappiamo per certo che stereotipi, diseguaglianze, discriminazioni e violenze legate al genere, all’identità, alle differenti condizioni socio-economiche, alle provenienze e alle diverse abilità non sono sparite quando si sono chiusi i portoni delle scuole. Non sono spariti i bambini e le bambine che vivono situazioni di violenza domestica così come i ragazzi e le ragazze che si stanno interrogando sulla propria identità di genere, e neanche quelli che hanno genitori stranieri. Allo stesso modo sappiamo per certo che non sono sparite la sensibilità e le competenze sulla valorizzazione delle differenze di tant* insegnanti, educatrici, attivist*. Grazie per averci raccontato che cosa è successo in questi mesi, che cosa avete inventato per far restare la vostra classe inclusiva, seppur virtualmente. Quali riflessioni avete fatto sull’educazione alle differenze a partire dalla digitalizzazione della relazione educativa.